Vincenti non si nasce, ma si diventa. Storia di Mia Hamm

Quest è la storia di Mia Hamm, dalla malattia genetica ai piedi fino al trionfo come migliore calciatrice del mondo.

Quante volte abbiamo sentito pronunciare la frase: “ Chi è più forte per te Maradona o Pelé?” , “Messi o Ronaldo?”. Quante sono le possibilità di risposta e quanto è diventata consueta nel nostro immaginario collettivo una domanda di questo tipo ? Pensate se la stessa domanda fosse fatta riferendosi a delle calciatrici. “Chi è più forte per te x o y ?” . Incognite. Esattamente questo è il problema. Il più delle volte non sapremmo come rispondere, perché oltre alla velata conoscenza del mondo del calcio femminile, le calciatrici non godono di fama mondiale, per farla breve non sono neppure mediaticamente note. Ed è per questo che oggi voglio parlarvi di lei: Mia Hamm. Chi? La calciatrice più forte del mondo!

Mia Hamm
14 August 2004: Mia Hamm in action against Brazil at Kaftanzoglio Stadium in Thessaloniki, Greece. Mia Hamm scored a penalty kick goal during the second half of the game. USA defeated Brazil, 2-0. Credit: Michael Pimentel / ISI

 

La biografia – Classe 1972, nata a Selma in Alabama, quarta di sei fratelli, all’anagrafe Mariel Margaret Hamm, ma conosciuta come Mia, epiteto che le è stato attribuito dalla famiglia. È ancora troppo piccola quando le viene diagnosticata una malformazione congenita ai piedi, che la obbliga a portare scarpe correttive per diversi anni. Il destino beffardo le aveva riservato un brutto scherzo. Ma “Audacias Fortuna Iuvat” rammentando gli antichi, la fiducia posta nella risoluzione stessa del problema, ha rappresentato per Mia il primo passo per venirne a capo da quella situazione. L’amore per il calcio lo conobbe poco dopo. La famiglia Hamm infatti era solita a spostarsi per il lavoro militare del padre, ed è proprio in Italia, più precisamente a Firenze che si accostò per la prima volta al mondo del pallone. Ha iniziato giovanissima sul terreno di gioco disputando partite contro squadre di ragazzi e portando a casa numerose vittorie, quasi come a smentire chiunque avesse dubitato delle sue capacità. Alle scuole superiori entrò a far parte della Notre Dame Catholic High School, con il ruolo da attaccante, che non le permise però di realizzare reti. In seguito si apprestó a giocare per la squadra universitaria di calcio femminile la Tar Heels, perdendo una sola partita su 95 in cui era scesa in campo. Con la stessa maglia vinse quattro campionati su cinque, l’ultimo perso poiché ingaggiata dalla nazionale statunitense per disputare in Cina il mondiale di calcio femminile 1991. Segno evidente del potenziale calcistico che la contraddistingueva.

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La carriera – Il mondiale del 1991 rappresentò per la Hamm un trampolino di lancio che non poteva non sfruttare bene, difatti la sua presenza a soli 17 anni poteva rappresentare una meteora o addirittura un flop, ma lei scelse di essere vincente. Quell’anno gli Stati Uniti alzarono al cielo il loro primo trofeo dei mondiali. Ha soltanto 23 anni quando nel 1997 viene convocata nuovamente dalla nazionale statunitense, per i mondiali in Svezia. L’esperienza brillante nel passato mondiale, le permise di guadagnarsi la stima e la fiducia di chi l’aveva scelta, dimostrando anche in questa occasione di avere le doti necessarie per ritagliarsi il posto da titolare. Contribuendo nel contempo a guidare la squadra verso importanti risultati. Quell’anno conquistarono il terzo posto nella finale, traguardo più che meritato, grazie alla rete di Hamm. Continua la strada del successo della campionessa, che si compone di Olimpiadi e Mondiali importanti, ma la carriera professionistica arriva solo nel 2001, quando aderí con altre sue colleghe alla fondazione della (WUSA) Women’s United Soccer Association, in quanto ancora non esisteva un campionato professionistico negli Stati Uniti. Giocò tre anni a quei livelli, facendo parte del club Washington Freedom e si aggiudicò per ben due volte il titolo di FIFA WORLD PLAYER, premio assegnato ai talenti calcistici dal 1991 al 2009, oggi tale riconoscimento è stato sostituito con PALLONE D’ORO FIFA. Sangue Americano ma talento senza confini quello di Mia Hamm, basti pensare che tra i fasti degni di nota vanno citate: due medaglie d’oro, nel 1996 e nel 2004 , ed una d’argento a Sidney 2000. Realizzando 158 reti su 275 partite in Nazionale.

 

Curiosità – Mia Hamm ha rappresentato anche un cambiamento rivoluzionario in casa Mattel , la più grande casa produttrice di giocattoli del mondo, che ha deciso di lanciare sul mercato nel 1998 la Barbie calciatrice ispirandosi proprio alla sua immagine. Per ciò che concerne, invece, la sua vita sentimentale, dopo un primo matrimonio finito male, oggi è sposata con un’importante icona del baseball, dei Red Sox di Boston, nonché Garciaparra Nonar. Due campioni si sa, ognuno nel proprio sport, ma il fatto che abbiano consolidato la loro unione costituisce sempre uno spunto interessante per raccontare una bella notizia da rotocalco rosa.

 

OggiMia Hamm è fortemente impegnata nel sociale curando una fondazione per la raccolta fondi della donazione del sangue del midollo osseo in memoria del fratello, venuto a mancare alla giovane età di 28 anni. Ma tra le notizie che hanno fatto più scalpore in casa nostra, rientra la scelta da parte del presidente dell’ AS Roma ovvero James Pallotta, di selezionarla nella composizione del Cda, occupandosi specificatamente della recluta di giovani talenti negli Stati Uniti, legati alla Roma.

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Una storia, quella di Mia Hamm che sembra quasi la sceneggiatura di un film, in cui la determinazione e il sogno possono vincere le avversità. Una storia, la sua, che fa sperare non solo le tante calciatrici vittime di pregiudizi quotidiani, nel mondo del calcio femminile, ma che insegna il coraggio di ce l’ha fatta e ha fatto di un problema una virtù. Da oggi sapremo anche riconoscere e annoverare accanto ai mostri sacri della storia del calcio, le cui le sole menzioni fanno rima automaticamente con pallone e leggenda, una donna che si è meritata l’appellativo di migliore giocatrice del mondo.

 

Il gol di Mia Hamm contro il Brasile 1999 che passò alla storia – Qui il video:  http://video.gazzetta.it/mia-hamm-suo-mitico-gol-contro-brasile-1999/ae2b63da-5dfe-11e4-9ced-c267dfa97a38

Arianna Caruso

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